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"Dante, padre della Patria": un successo la conferenza dei "Guardiani di Aretusa"

  • iguardianidiaretus
  • 13 dic 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

I Guardiani di Aretusa nel contesto dell'Anno Dantesco hanno organizzato una conferenza nella sala auditorium di Villa Reimann a Siracusa sabato 11 dicembre, alla presenza dell'Assessore alla Cultura Fabio Granata


Siracusa, 13 dicembre- Partecipata conferenza sabato mattina a Villa Reimann su Dante Alighieri, nell'anno in cui si celebrano i 700 anni dalla sua morte. Tema centrale, scelto dall'Associazione "I Guardiani di Aretusa", promotori dell'iniziativa, è stata l'Italia come Patria unita immaginata e desiderata dal Sommo Poeta. Con la sua testimonianza nella vita politica, con i suoi scritti immortali egli ha anticipato di fatto quanto sarebbe accaduto 500 anni dopo. "La vostra comunità umana, che è anche una comunità politica, ha voluto organizzare una delle interessanti iniziative a cui abbiamo ritenuto importante aprire gli spazi pubblici. In questo caso Villa Reimann e per questo ringraziamo il Consorzio e Silvano La Rosa - ha esordito così l'Assessore alla Cultura di Siracusa Fabio Granata, che per primo ha preso la parola entrando da subito nel merito della conferenza-. L'Anno Dantesco rappresenta qualcosa di fondamentale nell'identità nazionale della nostra Italia. Dante è il vero Padre della Patria e l'Italia esiste perché è esistito Dante, perché ha dato una visione, individuando l'identità italiana, ricongiungendo il nesso tra la classicità e la prospettiva. Nel senso che Dante attraverso il mito di Virgilio, e quindi della fondazione di Roma, ma soprattutto con la sua volontà politica, che tanto gli costò, è stato un precursore di un'Italia orgogliosa della propria straordinaria storia ma proiettata in avanti. Se ha una caratteristica Dante è quello di essere il cantore di un'Italia universale. Non mi meraviglia che una comunità politica che fa della volontà di rigenerare l'identità nazionale in chiave dinamica abbia voluto organizzare questo approfondimento". Ai saluti dell'Assessore sono seguiti quelli del presidente dell'Associazione I Guardiani di Aretusa, Fabio Camilli. "Noi siamo presenti sul territorio per promuovere l'identità della Città e lo facciamo perché ciò non fa altro che stimolare, in primis, il rispetto per i propri luoghi e la propria comunità. E se ogni cittadino partisse da questa conoscenza e da questa consapevolezza si convergerebbe naturalmente verso il più alto concetto dell'identità nazionale. Ed oggi, riscoprendo questo aspetto del grande Dante Alighieri, possiamo apprendere qualche interessante suggerimento valido sempre". La conferenza moderata dalla giornalista Emanuela Volcan si è ispirata al progetto editoriale de "I grandi italiani" della testata Il Primato Nazionale, diretto da Adriano Scianca, che mensilmente accende un focus, grazie ad un libro, sulle figure più rappresentative del mondo della politica, della storia, della letteratura e dell'arte. Il secondo numero è stato appunto dedicato al Sommo Poeta. Lo spunto iniziale è stato il grande lavoro compiuto da Dante sulla lingua, sui dialetti e la prospettiva che diventassero la fonte di un unico lessico per tutto lo Stivale, l'Italiano. Il relatore, professore Ernesto Ambrogio, ha spiegato come: " Dante rappresenta per noi una figura fondamentale a livello storico e letterario, ma è anche tanto contemporaneo. Oggi l'italiano, a cui tanto lavoro dedicò, tra le lingue più parlate al mondo è la 27° e la sua Divina Commedia è l'opera letteraria più conosciuta". Con uno straordinario viaggio tra le pagine più significative di Inferno, Purgatorio e Paradiso il relatore ha tratto e rimarcato la straordinaria capacità dell'autore di essere sempre contemporaneo attraverso i secoli. Uno sguardo poi anche alle altri grandi opere come il De Vulgari Eloquentia: "Dante cercò di rimarcare l'importanza del volgare, che non era apprezzato dalle elite culturali dell'epoca, e quindi Egli spronò le stesse ad apprezzarlo così da poter unificare, anche a livello linguistico letterario, quello che noi oggi identifichiamo come Italia-Stato. All'epoca fu, così, il principale esponente di un'Italia Patria non ancora effettivamente nata". Nel corso del tempo questo ed altri aspetti furono analizzati in maniera profonda da tanti letterati e politologi, ed anche in questo caso la conferenza ha dato ampio spazio per giungere all'analisi dell'opera Monarchia, o De Monarchia, il suo trattato politico per eccellenza suddiviso in tre volumi, anche in questo caso tremendamente attuale: "In questo testo evidenzia l'importanza della separazione tra Stato e Chiesa, tra potere temporale e potere spirituale ove quest'ultimo si occupasse esclusivamente della spiritualità delle persone". Testamento politico dell'Alighieri. I tanti temi trattati hanno poi acceso un dibattito con il pubblico presente, attento ed interessato, con l'intervento, tra gli altri, per l'Assessorato comunale alla Cultura di Dario Scarfì; e la conclusione affidata al relatore Ambrogio: "Dante è un grande riferimento per tutti noi; fondamentale è ricostruire una vera identità Patria che oggi è carente, ove non manchi del tutto. Dobbiamo accendere la speranza e guardare al futuro con una prospettiva vigile, confidando nelle scuole che possano realmente svolgere un ruolo cruciale in questa ricostruzione identitaria, culturale, sociale e anche solidale gli uni con gli altri per generare una Patria coesa compatta e che abbia un orizzonte comune e mai più senza "nocchiere". L'Associazione I Guardiani di Aretusa, nel ringraziare l'Assessore Granata per gli spazi concessi, da appuntamento ai prossimi eventi.

 
 
 

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